Secondo gli accordi di pace firmati a Dayton (USA) nel 1995, che hanno fermato la guerra in Bosnia ed Erzegovina, questo Stato è composto dalla Repubblica Serba, dalla Federazione di Bosnia ed Erzegovina (10 cantoni) e dal Distretto di Brčko.

 

 

Nell’anno 1991 il numero dei cattolici in Bosnia ed Erzegovina, che per la maggior parte sono Croati, era, secondo le stime ecclesiastiche, 812 256. Secondo le stime effettuate dopo le visite dei sacerdoti nelle case per le benedizioni, al 31/12/2014 il numero dei cattolici in Bosnia ed Erzegovina era sceso a 420 294, con una diminuzione rispetto al 1991 del 48,25%.

Nel territorio dell’odierna Federazione della Bosnia ed Erzegovina prima della guerra del 1991 i cattolici erano 631 535, mentre secondo i dati del 31/12/2014 questo numero si è ridotto a 403 988, ciò significa che rispetto alle presenze dell’anno 1991 “mancano” il 36,03% dei cattolici.

Nel territorio del Distretto di Brčko prima della guerra del 1991 i cattolici erano 27 865, mentre secondo i numeri del 31/12/2014 questo numero si è ridotto a soltanto 6 951 dei cattolici, e dunque rispetto alle presenze dell’anno 1991 c’è stata una diminuzione del 75,05%.

Sul territorio della Repubblica Srpska prima della guerra nell’anno 1991 c’erano 152 856 cattolici Croati, mentre secondo i dati del 31/12/2014 il loro numero si è ridotto a 9 355: rispetto all’anno 1991, nel territorio della Repubblica Serba “mancano” addirittura il 93,87% dei cattolici.

Nell’anno 2014 secondo le stime statistiche della Chiesa nel territorio della Bosnia ed Erzegovina sono state battezzate 4276 persone, mentre 6188 persone sono decedute.

Questa situazione relativa al numero dei cattolici è una diretta conseguenza della guerra del 1991-1995 e dell’immediato dopoguerra. Qui dobbiamo aggiungere che durante l’ultima guerra sono stati devastati circa 1000 degli edifici cattolici esistenti (chiese, conventi, le case parrocchiali e altri edifici ecclesiastici).