L'idea generale che è stata concepita si basa nella nomina della Casa dei giovani «Centro giovanile arcidiocesano Giovanni Paolo II» . Ciò che ha guidato la nomina del Centro giovanile è il fatto che il defunto papa Giovanni Paolo II ha costruito ponti tra le persone di differenti origini e di differenti fedi. Questi ponti sono linee guida oggi nei Balcani. Nella città di Sarajevo attualmene vivono il 90% di Bosniacchi, il 3% di Serbi e  il 3% di Croati. (In tutta Bosnia ed Erzegovina ci sono circa 15% dei catolici)In questa situazione è di incalcolabile importanza rafforzare la propria identità e allo stesso tempo intensificare le strutture che consentono di avere buoni rapporti verso gli altri gruppi etnici.

Il defunto papa ha visto nei giovani le «sentinelle del mattino». Per questo ha affidato a loro, nella Giornata mondiale dei giovani nel 2000 a Roma e in occasione della sua visita a Banja Luka nel 2003, la responsabilità di costruire il futuro del nostro paese. Queste parole le comprendiamo come un compito per la nostra casa.
Inoltre, a causa della situazione economica e politica sempre più dura, ai giovani del nostro paese è sempre più necessaria una visione della vita che dia loro la prospettiva e il coraggio di non lasciare la Bosnia e Erzegovina, ma di partecipare attivamente alla sua costruzione. Secondo le inchieste più recenti, oltre il 60% delle giovani generazioni vuole lasciare questo paese quanto prima. Per questo è importante che il Centro giovanile sia un luogo educativo, un luogo di incontro e di crescita spirituale.

Il Centro giovanile come luogo educativo

L'educazione crea le basi necessarie per una posizione più sicura nella società futura. L'educazione la intendiamo sempre meno nel senso della formazione strettamente qualificata, ma in un senso più ampio come «formazione della personalità». Così ai giovani è necessario consegnare ai giovani delle capacità chiave (competenze professionali, abilità sociali, abilità personali e capacità metodologiche). Qui non vorrei presentarvi le attività concrete, delle quali Vi ho già segnalato precedente.

Il Centro giovanile come luogo dell'incontro

Sarajevo è da sempre il luogo dell'incontro di persone diverse. Nell'attuale situazione politica e sociale, più di prima sono necessari incontro incoraggianti e incontri senza alcun timore tra i giovani delle varie entità della Bosnia e Erzegovina, e tra i Bosniaci e le persone di altri paesi europei. Senza l'Europa, la Bosnia e Erzegovina non ha futuro, e senza una Bosnia e Erzegovina attivamente integrata, l'Europa non ha possibilità di futuro. Il Centro giovanile vuole essere il luogo di questi incontri.

Il Centro giovanile come luogo di crescita spirituale

Il rapporto trascendente dell'uomo nella città e nell'Arcidiocesi di Sarajevo è vissuto secondo concezioni differenti. Il titolare del Centro giovanile Giovanni Paolo II è l'Arcidiocesi di Sarajevo e quindi la Chiesa cattolica. Per noi è importante che tutti i giovani possano trovare qui un luogo importante per la loro vita e che nell'incontro con con se stessi e con gli altri abbiano la possibilità di trovare il Dio nascosto. Mantenendo una vita attiva nella tolleranza e nell'accettazione di qualsiasi visitatore del Centro giovanile, si rafforzerà la ricchezza del Vangelo nella Chiesa cattolica, e quindi di rafforzerà la Chiesa cattolica come fermento di unione in Bosnia e Erzegovina.